Una lettera importante, un appello a tutti i gelatieri e alle associazioni

22 luglio 2022
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Riceviamo e pubblichiamo questa lettera, scritta dal Sig. Ezio Andreola, che da 11 anni gestisce una gelateria in provincia di Varese. Questa lettera è un appello che il Sig. Andreola fa a tutti i gelatieri e alle relative Associazioni: l'obiettivo? Fare squadra, unire le proprie forze con le proprie differenze, avere delle mete comuni da raggiungere e da far conoscere ai clienti.

Buongiorno,

Rubo un po’ del vostro prezioso tempo, e vi ringrazio per quello che mi dedicherete.

Mi chiamo Ezio Andreola, e da 11 anni assieme a mia figlia e mia moglie, abbiamo una gelateria in provincia di Varese.

Da un po’ di tempo a questa parte vedo che ci sono sempre più aziende industriali che hanno iniziato a produrre e commercializzare nuovi prodotti, i gelati! Ferrero, Lindt, Grom, e altri ancora di cui non ricordo ora il nome, che con le loro pubblicità massicce fanno crescere a possibili nuovi clienti il desiderio dei loro gelati.

Da un po’ di tempo, per noi gelatieri risulta sempre più difficile mantenere il mercato con prezzi accettabili, con le materie prime in continuo aumento, con il materiale compostabile che ha sostituito la plastica, a prezzi molto maggiori, con i costi dell’energia elettrica di 5 volte maggiore.

E i gelatieri vanno avanti a briglia sciolte, ognuno per la sua strada senza una strategia comune, senza un obbiettivo da condividere, neppure quello del cassetto. Così l’industria ha campo libero su tutto: un cornetto Algida da 83g o uno stecco a 73g, al bar accanto a me, costa 2,70 euro tanto quanto il mio cono da 120g. Se non procederemo assieme, l’industria avrà sempre più mercato!!! E’ vero che sono prodotti diversi, ma se una persona compra un cornetto al bar, non lo compra più da me!!!

Cosa vi chiedo:
Ci sono tante Assoziazioni composte da gruppi di gelatieri, che però viaggiano ognuno nel loro piccolo campo, senza incidere sul futuro del gelato artigianale nazionale, perché troppo piccole e forse con la tendenza di chiudersi in se stessi.

Bisogna fare squadra, unire le proprie forze con le proprie differenze, avere delle mete comuni da raggiungere e da far conoscere ai clienti. L’esempio l’ abbiamo davanti agli occhi, i centri commerciali hanno fatto chiudere i negozi di vicinato, il grande mangia il piccolo!!

Propongo:
Una riunione anche online, dove poter iniziare questo percorso assieme, nell’interesse della categoria, e quindi di costituire un direttivo composta dalla presenza di tutte le associazioni, un gruppo di lavoro che porterà avanti l’interesse della categoria (esempio un contratto con fornitore nazionale di corrente elettrica, ed altro).

Perché io, cosa ci guadagno? Nulla poiché questa sarà per me l’ultima stagione in negozio, poi spero di passare il testimone al futuro genero, ma mi spiace vedere colleghi in crisi e che si guardano magari con diffidenza per mantenere aperto il negozio! Io provengo dal settore di Compagnie Aeree, e ogni volta che chiudeva una compagnia, le altre ridevano! Abbiamo consegnato il mercato agli esteri, questo è il risultato finale!

Attendo vostro riscontro, che spero sia positivo.

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