Il gelato artigianale in Italia ed Europa è in ripresa e continua a crescere, ancora difficile però fare previsioni per il 2022

9 marzo 2022
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Dopo aver chiuso con un -35% nel 2021, si registra una interessante ripresa che riporta il fatturato in Europa a quota 8,7 miliardi di euro (+25%).

Nonostante la battuta d’arresto causata dallo scoppio della pandemia (-35% del fatturato nel 2020), la filiera ha già registrato nel 2021 un +25%, per un giro d’affari da 8,7 miliardi di euro, oltre 65.000 punti vendita e 300.000 addetti solo in Europa. Un trend positivo influenzato principalmente da una buona estate 2021, con i consumi trainati dal turismo nazionale dei paesi più importanti, quali Italia, Germania, Spagna e Polonia, e punte dovute alle alte temperature che hanno sostenuto i consumi nel Centro e Sud Italia.

Il gelato artigianale conta infatti su una geografia molto ampia in cui l’Europa è assoluta protagonista. Se le gelaterie sono presenti in 76 paesi al mondo, il Vecchio Continente è in prima fila sia per presenza di gelaterie (circa 65 mila) sia per consumi artigianali – in primis in Italia, Germania, Spagna e Polonia, ma importante è la presenza anche in altri paesi, dall’Austria alla Francia, dal Belgio all’Olanda. L’Italia, in particolare, si distingue per fatturato (2,8 miliardi di euro nel 2019, 1,85 miliardi nel 2020 e 2,3 miliardi nel 2021) e numero di punti vendita di gelato artigianale (36 mila tra gelaterie, pasticcerie e bar con gelato), con la maggiore concentrazione di gelaterie in Lombardia (11,2%), seguita da Toscana (9,3%) e Sicilia ed Emilia-Romagna (8,4%).

La leadership italiana nel mondo riguarda anche il settore degli ingredienti e dei semilavorati per gelato, in cui, secondo l’Osservatorio Sigep, operano 65 imprese che generano un fatturato complessivo di 1,8 miliardi di euro, di cui 800 milioni di semilavorati per gelato. Senza contare il significativo impatto sulla filiera dei prodotti agroalimentari: circa 220 mila tonnellate di latte, 64 mila tonnellate di zuccheri e 50 mila tonnellate tra frutta fresca e secca e altre materie prime, spesso riguardanti piccole eccellenze agricole italiane, come il pistacchio di Bronte (ogni anno ne vengono acquistate circa 1.500 tonnellate, quasi la metà della produzione totale di Bronte, per fare il gelato al pistacchio) o la nocciola Piemontese (le aziende di ingredienti acquistano, trasformano e rivendono circa 1.800 tonnellate di nocciole Piemontesi sgusciate l’anno), la mandorla siciliana o i limoni di Sorrento.

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Da non dimenticare poi il settore delle macchine e delle attrezzatture per il gelato artigianale, in cui il Belpaese è di nuovo in prima fila, esportando oltre il 70% della produzione: secondo ACOMAG - Associazione Nazionale Costruttori Macchine Arredamenti Attrezzature per Gelato, grazie alla netta ripresa nel 2021 il settore ha sfiorato i risultati del pre-pandemia, con 500 milioni di euro di giro d’affari e 1.300 addetti solo in Italia.

Difficile invece fare previsioni per il 2022, con un mercato che potrebbe continuare a crescere, sebbene sia previsto un aumento dei prezzi al consumo, in caso di una diminuzione delle restrizioni, una ripresa dei flussi turistici internazionali e una rapida stabilizzazione della crisi internazionale che sta colpendo l’Europa.

 

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