Emergenza Covid, la crisi di ristoranti, bar, gelaterie e pasticcerie causa perdite per 8 miliardi alla filiera agroalimentare. Un eventuale lockdown a Natale accentuerebbe ulteriormente tali perdite.

16 ottobre 2020
Emergenza Covid, la crisi di ristoranti, bar, gelaterie e pasticcerie causa perdite per 8 miliardi alla filiera agroalimentare. Un eventuale lockdown a Natale accentuerebbe ulteriormente tali perdite.

Il crollo delle attività di bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi legato al riacutizzarsi della crisi sanitaria avrà un effetto negativo a cascata sull’agroalimentare nazionale, con una perdita di fatturato di oltre 8 miliardi dovuta ai mancati acquisti in cibi, gelati, dolci, pizze e bevande nel 2020. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ismea sugli effetti dell’emergenza coronavirus per la spesa alimentare degli italiani.  I dati considerano gli effetti del DPCM appena varato che prevede che ristoranti e bar dovranno chiudere alle 24 ma dalle 21 sarà vietato consumare in piedi, permettendo di servire i clienti solo ai locali che abbiano tavoli, al chiuso o all’aperto. 

Per gli acquisti extradomestici per colazioni, pranzi e cene fuori casa è stimato un calo del 40% su base annuale. Una drastica riduzione dell’attività che – sottolinea la Coldiretti – pesa sulla vendita di molti prodotti agroalimentari, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco.

In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione – precisa la Coldiretti – rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato. In questo contesto è importante ma non sufficiente l’arrivo del bonus di filiera che stanzia 600 milioni di euro con un contributo a fondo perduto a favore di ristoranti e a agriturismi in difficoltà per l’acquisto di prodotti di filiere agricole ed alimentari, inclusi quelli vitivinicoli, anche Dop e Igp, valorizzando la materia prima del territorio.

Una misura fortemente sostenuta dalla Coldiretti prevista dal decreto legge agosto. Il contributo – conclude la Coldiretti – è riconosciuto a coloro che abbiano subìto un consistente calo del fatturato o dei corrispettivi nei mesi tra marzo e giugno 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019.

Un eventuale lockdown a Natale, inoltre, potrebbe da solo significare un calo di 4,1 miliardi pe reffetto del minor turismo e delle conseguenti mancate spese degli oltre 10 milioni di italiani che lo scorso anno sono andati in vacanza nel periodo delle feste. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti/Ixè in riferimento all’arme lanciato dal virologo dell’Università di Padova Andrea Crisanti sullo sviluppo della pandemia in Italia nei prossimi mesi.

Un duro colpo per il sistema economico già provato da una estate che – sottolinea la Coldiretti – ha lasciato un buco da 23 miliardi nei conti turistici nazionali per il calo delle presenze italiane e l’assenza praticamente totale degli stranieri. A pagare il prezzo più salato sono le strutture impegnate nell’ alloggio, nell’alimentazione, nei trasporti, divertimenti, shopping e souvenir secondo l’analisi della Coldiretti.

Si stima peraltro – precisa la Coldiretti – che 1/3 della spesa turistica di italiani e stranieri in Italia sia destinata all’alimentazione. In gioco c’è un sistema turistico Made in Italy che si compone di 612mila imprese e rappresenta – conclude la Coldiretti – il 10,1% del sistema produttivo nazionale, superando il settore manifatturiero, con 2,7 milioni di lavoratori, il 12,6% dell’occupazione nazionale secondo Unioncamere.

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