Crea, il settore agroalimentare resiste e si dimostra essere la chiave dell'economia

17 dicembre 2021
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Pur riportando inevitabilmente alcuni segni negativi e di cedimento, il sistema agroalimentare nell'anno della pandemia si conferma il settore chiave della nostra economia.

Roma - All'interno dell'Annuario dell'agricoltura italiana 2020 curata dal Crea, che fornisce una visione di insieme sulle caratteristiche del sistema agroalimentare nazionale, troviamo dati interessanti che parlano chiaro, non lasciando margine di immaginazione. 

Considerando le informazione provenienti dall'ANSA, la contrazione del valore della produzione per agricoltura, silvicoltura e pesca è del 2,5%, collocandosi lontano da quella dell'intero Pil dell'8,9%.
Il crollo della ristorazione, che solo in parte è stata compensata dalla crescita delle vendite al dettaglio - all'ingrosso e online - si è tradotto in un calo del fatturato del 4,8%, pari quindi a  512 miliardi di euro, con un peso sull'intero sistema economico del 17%. 

La ristorazione italiana: l'identità di oggi, di ieri e di domani

A trainare il settore ha contribuito l'export, grazie al quale la bilancia commerciale del 2020 per la prima volta torna positiva con 2,6 miliardi di euro.
Indiscusso il contributo alla bioeconomia da parte dell'agricoltura e dell'industria alimentare, che pesa oltre il 63% sul fatturato totale stimato dal Crea in poco meno di 317 miliardi di euro. Sul fronte della produzione agricola di 55,7 miliardi di euro, si è registrata una diminuzione del 2,4% del valore, con dinamiche diversificate tra i diversi comparti. Le coltivazioni si rafforzano con il 53% del totale, nonostante le debalce di vino e floricoltura scontando una flessione di prezzi e consumi, mentre il comparto zootecnico si attesta al 29% del totale della produzione. 

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