2015 Record per il gelato artigianale italiano

2015 Record per il gelato artigianale italiano

Complice il caldo della stagione estiva, il 2015 è stato un altro anno molto positivo per i consumi di gelato e, in particolare, per quelli del gelato artigianale.

Rimini, 7 gennaio 2016 - I dati di preconsuntivo indicano nell´8% l´aumento dei consumi rispetto al 2014, anno peraltro compromesso da un´estate più fredda e piovosa. Dati ancora più elevati per quanto riguarda l´area del Centro-Sud Italia, dove le vendite sono aumentate di oltre il 20%.
Questo porta a un fatturato stimato in oltre 2,5 miliardi di euro, con una media di 4 italiani su 10 che mangiano regolarmente gelato durante la stagione estiva, mentre sono in crescita tendenziale anche i consumi durante tutto l´arco dell´anno.
Infatti, in Italia i consumi di gelato sono aumentati oltre i 6 chilogrammi pro capite, pari a circa 380mila tonnellate (di cui circa 170mila di gelato artigianale) ed è in espansione anche l´export, con ottime prospettive non solo in ambito europeo, ma anche in America e Asia.
Del comparto fanno parte, oltre alle gelaterie (40mila circa di cui 12mila circa con sola attività di produzione e vendita di gelato e il resto con attività di bar e pasticceria), l´industria delle macchine e arredi per gelateria (circa 15 aziende che occupano qualcosa come 450 addetti e fatturano oltre 300 milioni di euro, per l´80% all´estero, ma se si considerano anche gli arredamenti e le attrezzature, il fatturato raggiunge gli 800 milioni di euro e i mille addetti) e quella degli ingredienti e dei semilavorati, che conta circa 80 aziende per 1.600 addetti e un fatturato di oltre 450 milioni di euro, in crescita negli ultimi anni sia in Italia, sia soprattutto oltre confine. In aumento anche gli esercizi commerciali: i locali dei gelati artigiani hanno circa 90mila addetti. In Italia, l´incidenza delle gelaterie artigiane sulla popolazione è pari a 62 aziende ogni 100mila abitanti.
Inoltre, il gelato artigianale si sta conquistando un ruolo da protagonista nelle principali vie delle capitali internazionali. Con prospettive di crescita interessanti oltre confine non solo per i maestri artigiani, ma per tutta la filiera che ci sta dietro. Infatti l´export è ancora in gran parte da esplorare, con ottime prospettive non solo in ambito europeo, ma anche in Usa ed Estremo Oriente. I maggiori mercati per l´esportazione sono nell´Unione Europea, Germania in testa, ma cresce la richiesta di Usa e parte dei nuovi mercati emergenti, soprattutto in Estremo Oriente.
Fonti:nostre elaborazioni su dati ilgelatoartigianale.info - AIG . Coldiretti
In aumento nel 2015 la domanda di dolci artigianali italiani
Pasticceria artigianale in crescita. E´ quanto emerge dall´indagine Databank, voluta da AIBI, l´Associazione Italiana Bakery Ingredients, che fotografa l´andamento del settore della panificazione e della pasticceria.
In particolare, i consumi degli italiani si sono attestati su 562mila tonnellate (+0,5%) nel 2014 e, per l´anno 2015, si prevede un´ulteriore crescita (+0,7%).
Ma quali sono i dolci preferiti dagli italiani? Appaiono in calo i pasticcini e la biscotteria che, peraltro, insieme rappresentano oltre il 40% dei consumi. Aumentano invece le brioches (+3,5%) i prodotti da ricorrenza (+6%), e le torte su ordinazione, per festeggiare eventi particolari. Molto amate anche le torte ´American style´, a più piani con glassa di zucchero.
A sottolineare il buon momento del settore, sono i numeri che riguardano l´impiego di preparazioni per il confezionamento di dolci. In particolare, lo scorso anno i pasticceri hanno impiegato oltre 27mila tonnellate di prodotti a base di cacao (+0,4%). Bene anche il mercato di marmellate, farciture e gelatine di frutta, che ammonta a circa 15mila tonnellate, di cui il 20% è utilizzato in panificazione. E per la fine del 2015, Databank pronostica aumenti a due cifre. Insomma, oltre ai dolci, si vendono bene i loro ingredienti di base.
I dolci della tradizione italiana, in particolare quelli del Natale, sono sempre più apprezzati all´estero. Anche nel 2015, secondo i primi dati di preconsuntivo, c´è stato un aumento delle esportazioni stimato nel 10,2% sul 2014, per un controvalore di 309 milioni di euro.
Tra i Paesi di maggior export troviamo la Francia, con acquisti per circa 75 milioni di euro di dolci natalizi (pari al 24,3% dell´export totale), seguita dalla Germania, dove esportiamo 53,8 milioni di pasticceria per le feste di fine anno (17,4% del totale esportato), mentre nel Regno Unito il nostro export di dolci di Natale è pari a 34,3 milioni (11,1% del totale).
In termini percentuali, la maggior crescita delle esportazioni ha riguardato gli Stati Uniti, dove quest´anno si è registrato il 45,5% di ordini di dolci in più rispetto al 2014.
Nella classifica delle regioni con il maggiore aumento di export alimentare il primo posto è occupato dalla Campania, con +14,8% nei primi sei mesi del 2015. Seguono Veneto (+11,9%), Piemonte (+5,1%), Emilia-Romagna (+ 4,7%) e Lombardia (+1,%). A livello provinciale, record di crescita dell´export per Napoli (+36,1%), Bergamo (+26,1%), Firenze (+19,6%), Siena (+18,9%), Vicenza (+18,7%).
Il comparto della pasticceria artigianale in Italia vede attive 43.575 imprese specializzate, che danno lavoro a 159.753 addetti.

Pane: sempre più richiesto quello artigianale
Il pane specchio della società italiana. E´ questo il dato generale che emerge dalla ricerca ´Il mercato della pizza artigianale, del pane e della pasticceria industriale e artigianale´, promossa da AIBI, l´Associazione italiana Bakery Ingredients, associata ad ASSITOL, ed elaborata da Databank.
L´indagine, che ha coinvolto tutto il mondo della panificazione, ha puntato i riflettori da un lato sui panettieri, dall´altro sui consumi. Il pane fresco artigianale resta il più amato dagli italiani (86,5%). Negli ultimi sei anni, però, le difficoltà economiche hanno portato ad un consumo medio pro capite tra gli 85 ed i 90 grammi, con un calo di venti grammi circa rispetto al 2009. Rispetto al 2014, la riduzione è del 3,8%.
La ricerca sottolinea come siano sempre più apprezzate le varianti salutistiche e ad alto valore nutrizionale (a lunga lievitazione, senza grassi, con poco sale, integrale, a km 0), anche con la riscoperta delle specialità tipiche e regionali. Per contenere i prezzi, si prediligono le piccole pezzature. Sale anche l´interesse per il pane biologico, che cresce di oltre il 2%. Inoltre, l´aumento di disturbi dell´alimentazione ha prodotto un nuovo filone, quello dei prodotti senza glutine e a base di cereali alternativi al frumento (kamut, farro), il cui giro d´affari vale oggi circa 250 milioni di euro (+18%).
In parallelo al pane fresco artigianale, si fanno strada i sostitutivi del pane (grissini, crackers, pani morbidi), che lo scorso anno hanno segnato un +0,9: la ricerca Databank prevede una crescita dell´1,2 nel 2015. In particolare, il segmento dei pani morbidi conquista nel 2014 il 44% del mercato dei sostitutivi, in particolare piadine e panini. Trend positivo anche per cracker e fette biscottate.
In generale, è il laboratorio attrezzato con annesso punto vendita la tipologia artigianale prediletta dagli operatori. Delle 21mila panetterie censite nel 2014, quasi un quarto ha un numero di addetti che va dai 4 ai 10 e con una capacità produttiva pari a circa 2400 quintali all´anno, mentre la maggioranza sono di piccole dimensioni. Le realtà medio-grandi operano soprattutto in Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Toscana e Puglia. Il Trentino Alto Adige vanta invece il maggior numero di grandi realtà (più di 50 addetti).

Consumi di caffè: cambiano le abitudini e si selezionano i consumi
L´Italia, con circa 340mila tonnellate (equamente ripartite tra le varietà Arabica e Robusta), è il sesto Paese europeo per consumo di caffè torrefatto. Oltre il 75% del prodotto importato nel nostro Paese proviene prevalentemente da cinque produttori mondiali, ovvero: Brasile, che da solo rappresenta il 35% del totale, Vietnam, India, Indonesia e Uganda.
In Italia esistono 716 torrefazioni, che in parte esportano la loro produzione: il nostro Paese è infatti il secondo in Europa in termini di export, preceduto solo dalla Germania.
Gli addetti al settore sono circa 7.000, con un fatturato complessivo stimato in 3,5 miliardi di euro, un terzo dei quali realizzato all´estero.
Dopo un 2013 e un 2014 in cui i consumi interni sono diminuiti, le attese per il 2015 sono di una moderata ripresa della domanda nelle diverse tipologie di confezione.
Nel segmento casa si è registrata una flessione di macinato espresso, caffè in grani, caffè solubile e caffè decaffeinato, mentre il macinato moka (il segmento più importante nel canale casa) ha sostanzialmente mantenuto i volumi. Prosegue invece costante la crescita della domanda del caffè in capsule.
Per quanto riguarda il fuori casa (Horeca e Vending), nel 2013 cè stata una flessione della domanda del 2,6%, mentre si mostra in costante aumento il consumo di caffè sui luoghi di lavoro (segmento OCF Office Coffee Service) grazie sia a costi più contenuti, sia all´aggressiva politica di vendita degli operatori del settore.
 
COLPO D’OCCHIO SU SIGEP 2016
Data: 23 - 27 gennaio 2016; Organizzazione: Rimini Fiera Spa; Patrocini e collaborazioni: Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Regione Emilia Romagna, Comune di Rimini, ICE Istituto Commercio Estero; edizione: 37°; periodicità: annuale; qualifica: internazionale; ingresso: riservato agli operatori professionali; orari: 9,30 – 18.00, ultimo giorno 9,30 – 15,00 (15,00 – 17,00 solo con ticket online); direttore business unit: Patrizia Cecchi; project manager: Gabriella de Girolamo (gelateria), Giorgia Maioli (pasticceria, panificazione, caffè); info visitatori: tel.0541/744111; website: www.sigep.it - #Sigep2016

 

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