Aprire una gelateria in Cina - Seconda parte

Aprire una gelateria in Cina - Seconda parte

Informazioni, suggerimenti e consigli su come aprire una gelateria in Cina.

Procedura per l’apertura

Una volta scelta la location e registrato il marchio, una delle prime questioni da considerare è che l’investitore dovrà  prendere in affitto (o acquistare) il locale per la gelateria prima di poter avviare la procedura per costituire la società che gestirà l’attività.

E’ pertanto fondamentale che il locale sia idoneo, da un punto di vista normativo, ad ospitare una gelateria. Il rischio per l’investitore che non proceda con tale verifica è quello di non poter costituire la società e, al contempo, di rimanere vincolato con il contratto di locazione del locale inidoneo, con conseguente obbligo di pagamento dei relativi canoni fino alla scadenza. Poiché l’investitore dovrà vincolarsi contrattualmente prima di avviare le procedure di costituzione della società, è importante verificare che l’immobile abbia tutti i requisiti normativi. Si suggerisce in particolare di procedere con le seguenti attività:

• esame del certificato di proprietà dell’immobile per la verifica circa l’identità del proprietario e circa la destinazione d’uso dell’immobile;

colloqui con i funzionari dei competenti Uffici coinvolti (Ufficio Igiene etc.) per avere, anche in via informale, conferme circa l’idoneità dei locali;

Una volta confermata l’idoneità dell’immobile si dovrà procedere con le richieste di autorizzazioni e permessi necessari per avviare l’attività. Per l’ottenimento dei permessi possono essere necessari periodi piuttosto lunghi (anche due mesi) ed è pertanto consigliato prevedere contrattualmente un periodo di locazione in cui i canoni non saranno dovuti, oltre al diritto di risolvere il contratto di locazione per il caso in cui non sia possibile ottenere le approvazioni ed i permessi necessari.

Approvazioni e licenze

Quanto alla società che gestirà l’attività, essa potrà essere costituita in Cina direttamente da una persona fisica ovvero da una società (eventualmente anche una società veicolo in Hong Kong) e la procedura per la sua costituzione passa attraverso le seguenti fasi:

-          approvazione del nome: la locale Amministrazione dell’Industria e del Commercio (AIC) emetterà una “Notice of Company Name Reservation”;

-          approvazione del progetto da parte del locale dipartimento del Ministero del Commercio;

-          registrazione con l’AIC e rilascio della business license, ossia del certificato di registrazione a seguito del quale la società acquista personalità giuridica;

-          registrazioni successive al rilascio della business license (come, ad esempio, la registrazione con l’ufficio delle tasse e l’ufficio cambi).

Si segnala tuttavia che all’interno della Shanghai (Pilot) Free Trade Zone (SFTZ), un’area di 28 kmq istituita lo scorso anno per favorire un più rapido sviluppo degli investimenti, la procedura per la costituzione di una società è soggetta ad una procedura più veloce e semplificata e, pertanto, la costituzione della società in tale area è senz’altro un’opzione da considerare. Infatti, la società incorporata all’interno della SFTZ potrà comunque operare (e dunque gestire una gelateria artigianale) in qualunque altra zona della Cina.

Un’altra decisione da prendere attiene alla forma di società che si intende costituire. La normativa cinese prevede infatti che la costituenda società possa assumere la forma di una WFOE (Wholly Foreign Owned Enterprise) ossia una  società a capitale interamente straniero, ovvero di una EJV (Equity Joint Venture) ossia una società a capitale misto. Mentre la prima soluzione presenta il vantaggio di garantire all’investitore straniero una completa autonomia nella gestione del business, la scelta di optare per una EJV può essere vantaggiosa poiché l’investitore straniero potrà beneficiare della rete di contatti e della conoscenza del mercato già sviluppati dal partner cinese il quale però, d’altra parte, avrà diritto di partecipare alla gestione della società.    

Per poter operare come gelateria saranno infine necessarie l’approvazione da parte del locale Ufficio della Protezione Ambientale,  a sua volta indispensabile per l’approvazione del progetto da parte del Ministero del Commercio, la licenza da parte dell’Ufficio Igiene e la licenza specifica per avviare l’attività.

Conclusioni

Sebbene la Cina rappresenti senz’altro un mercato interessante per chi intendesse avviare una gelateria artigianale nel suo territorio, non si può però dimenticare come tale mercato sia, per molte ragioni, uno dei mercati più difficili da penetrare. Pertanto, oggi più che mai è da considerarsi valida la regola delle 3 “P”: Pazienza, perché il mercato cinese generalmente garantisce un ritorno dall’investimento nel medio-lungo periodo; Prudenza, perché in Cina, più che altrove, è opportuno andare a fondo in ogni verifica; Presenza, perché l’investitore non si deve aspettare che il proprio business cresca in Cina senza che l’investitore stesso lo segua direttamente in loco. Infine, si segnala come la barriera linguistica, le differenze culturali ed un sistema normativo complesso ed in continuo aggiornamento, rendano vivamente consigliabile all’investitore di procedere all’operazione con il supporto di esperti professionisti del settore legale che operino con regolarità nel mercato cinese. 
 

A cura dell’Avv. Giovanni Lovisetti

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