Grande successo per il Firenze Gelato Festival 2010, terminato il 31 maggio con 400mila visitatori provenienti da ogni parte d'Italia e oltre.
Tra le novità più curiose, il gelato all'olio extravergine di oliva, quello di mora misto a yogurt del gusto "Fiorentina" e il nuovo "Festina lente", ispirato a profumi di spezie che richiamano l'antica vocazione commerciale della città.
Il primo "Firenze Gelato Festival" si è chiuso con un successo che ha superato ogni più rosea aspettativa: oltre 400mila le presenze registrate, tra degustazioni, incontri e convegni. Complice, un calendario ricco di eventi di qualità che hanno richiamato a Firenze appassionati non solo di gelato ma anche di vino (per la settimana dedicata al Chianti classico, "Classico è"), musica (per la storica rassegna del "Maggio fiorentino") e persino podistica (per la DeeJay Ten in partenza domenica da Santa Maria Novella).
Gli stand di Piazza Santissima Annunziata e di Piazza San Giovanni (Duomo) hanno accolto per quattro giorni i golosi provenienti da ogni parte del globo, che hanno potuto apprezzare il gelato artigianale in tutti i suoi gusti, oltre che vederlo prendere forma tra mantecatori, pastorizzatori e mani esperte nell'aula allestita per l'occasione dalla Carpigiani Gelato University.
Tra le specialità che hanno preso vita in questa enorme gelateria a cielo aperto, è stato protagonista il nuovo Festina lente, inventato dai maestri artigiani di quattro diverse ma ugualmente rinomate gelaterie fiorentine (Badiani, Caminia, Gelateria dei Medici e Vivoli).
Ispirato al motto romano "Affrettati lentamente", attribuito da Svetonio all'imperatore Augusto e poi associato da Cosimo I de' Medici all'emblema della tartaruga con la vela per la sua flotta, racchiude in sé il gusto degli agrumi e quello dello zenzero.
Non è mancato poi un omaggio ai tifosi "viola", con il gusto Fiorentina ai sapori di mora e yogurt, uno alle floride colline circostanti, con il gelato artigianale all'olio extravergine di oliva dello chef Mattia Barciulli, e un altro alla tradizione gastronomica locale, con il sapore dei lamponi unito a quello dell'amato "ramerino" (rosmarino).