Il gelato artigianale è un prodotto tipico che ci rende famosi in tutto il mondo. L’unico passo che resta da compiere è “fare sistema” per aumentare la competitività a livello internazionale.
Il gelato, come la pizza e gli spaghetti hanno un marchio tricolore inconfondibile che ci rende (giustamente) famosi ovunque. È anche attraverso questa specialità che il nostro paese punta ad affermarsi nel mercato mondiale, riuscendoci molto bene.
Infatti la fortuna gelato artigianale è in continua crescita. Basta guardare i dati.
Secondo gli ultimi dati di Confartigianato, in Italia sono presenti 36.970 gelaterie, circa il 10% in più rispetto a cinque anni fa. il totale degli addetti che lavorano in gelateria sono circa 150.000 in Italia e 100.000 all’estero.
Il record del numero di gelaterie è in Lombardia con 6.093 laboratori, seguita dal Veneto con 3.512 ed Emilia Romagna con 3.273. Tuttavia, il maggiore tasso di crescita di gelaterie artigiane tra il 2004 e il I trimestre 2009 si registra nel centro Italia dove le gelaterie artigiane sono aumentate del 12,9% rispetto alla media nazionale del 10,9%. Le regioni più dinamiche sono il Lazio (+ 15,2%), la Puglia (+ 13,8%), Piemonte (+13,3%), Sicilia e Abruzzo (+12,%).
Un stima più riduttiva, effettuata da AIIPA, che include unicamente le gelaterie con laboratorio escludendo le rivendite di gelato, vede le presenza in Italia di circa 29.000 gelaterie, di cui 9.000 vendono solo gelato, le restanti 20.000 sono Bar-gelateria o Pasticcerie-gelaterie. All’estero la gelateria italiana si sta diffondendo velocemente e se ne annoverano circa 20.000.
Per quanto riguarda i consumi di gelato, oltre la metà (il 52,9%) è concentrata nelle regioni del Nord, dove il prodotto viene acquistato con una certa costanza durante l´intero arco dell´anno. Per contro nel Sud, dove si consuma il 29,4% del gelato italiano, le vendite sono concentrate soprattutto nel periodo estivo. Nell´Italia centrale, infine, si consuma il 17,6% di gelato italiano.
Nel 2009 è stato stimato che il livello di consumo nazionale è stato di poco superiore a 360.000 tonnellate, quasi 6 KG pro capite, per un giro di affari di 2.5 miliardi di euro, che arrivano a 3,5 miliardi di euro se consideriamo anche il settore delle macchine, attrezzature e ingredienti su cui deteniamo un primato mondiale.
Nel nostro Paese l’apertura di nuovi punti vendita sta subendo una leggera battuta d’arresto, così come nei mercati classici della UE, mentre il numero di esercizi sta conoscendo un momento di forte crescita nei paesi emergenti. Un dato importante è che il consumo di gelato si sta progressivamente destagionalizzando, anche se i picchi si registrano ancora in corrispondenza dell’andamento economico e turistico e delle stagioni a livello meteorologico.
Per completare lo scenario, consideriamo il settore che realizza gli arredamenti e le vetrine per gelaterie, importante perché produce un giro d’affari di circa 300 milioni di euro ed impiega dai 1500 ai 2000 dipendenti. Si tratta di aziende manifatturiere di piccole e grandi dimensioni il cui mercato segue l’andamento dei segmenti semilavorati e macchine.
Nell’ambito dell’Export nell’Unione Europea, il primo posto è riservato alla Germania; un trend in crescita è quello degli Stati Uniti, paesi dell’est Europa, estremo oriente e Australia.
L'ultimo salto da fare è quello che tutti gli attori della filiera del Gelato si uniscano nel fare "Sistema". Ciò non avviene ancora del tutto a causa di innumerevoli micro-imprenditorialità indipendenti, pluralità di associazioni di categoria, mancanza di una strategia di comunicazione consistente e comune e mancanza di trasparenza. Eppure non esiterebbero mai tutte queste gelaterie senza l’industria e al contempo non esiterebbe l’industria senza tutte queste gelaterie. E il gelato artigianale non sarebbe considerato un prodotto del Made in Italy, ma rimarrebbe un prodotto di nicchia all’interno del sistema alimentare italiano.