Perché si mangia il gelato?

Perché si mangia il gelato?

Le temperature elevate hanno innescato una vera e propria “corsa” al gelato, alimento completo e rinfrescante, ottimo per trovare sollievo dall’afa estiva. Ma come scelgono il gelato gli italiani? Quali sono i “parametri di bontà”?

Sono arrivati ormai a 600 i gusti di gelato inventati dai nostri bravissimi artigiani, ma nonostante un’offerta quasi illimitata i preferiti continuano a essere i classici: cioccolato (27%), nocciola (20%), limone (13%), fragola (12%), crema (10%), stracciatella (9%) e pistacchio (8%), secondo un sondaggio condotto recentemente da Eurisko.

Il gelato è amato dagli italiani di ogni genere ed età: è considerato un alimento sano per i bambini da preferirsi alle merendine confezionate, è un simbolo del Made in Italy, è cadeau sempre gradito da offrire quando si viene invitati a cena. Inoltre, per i più giovani l’“andare a mangiare un gelato” è uno dei modi migliori di passare il tempo con gli amici. Infine, collocandosi automaticamente nel trend emergente “salutistico”, il gelato è considerato da chi è perennemente a dieta, un modo per “viziarsi” senza sentirsi troppo in colpa.

Importante è il ruolo riconosciuto alla gelateria. Una ricerca condotta da AcNielsen ha stimato il consumo annuo di gelato in circa 4 chilogrammi pro capite prendendo a campione 38 milioni di individui sopra i 14 anni. Sono state raccolte informazioni circa le abitudini di consumo del gelato: di questi 25,1milioni ha una gelateria di fiducia mentre solo i restanti 12, 9 milioni non mangiano mai il gelato nello stesso posto. Esiste anche una correlazione tra il livello di scolarità e la scelta della gelateria: tanto più è elevato il livello di istruzione, quanto più sarà semplice trovare persone che scelgono sempre la stessa gelateria per la sua fama e per il passaparola.

Oltre alla “popolarità” del punto vendita, esistono altri “parametri di bontà” che intervengono nella scelta di un gelato di qualità:

  • 85% affida il giudizio di “bontà” solo al gusto
  • 72% alla cremosità/consistenza
  • 66% alla presenza di ghiaccio
  • 22% alla notorietà della gelateria

In percentuali minori, sono considerati indici di qualità il colore brillante del gelato (9%), il colore tenue (4%), la superficie lucida (2%) e la superficie opaca (2%).

Il gelato ideale, secondo questa ricerca, risulta essere quello esposto in vaschette di metallo (indice di igiene e preziosità), decorato in superficie e dall’aspetto cremoso. Il consumatore medio si è evoluto in questi anni e ha in qualche modo accettato anche la presenza dell’ingrediente industriale come elemento intrinseco della produzione, purché ben presente e descritto: in particolare il 44% considera gli ingredienti composti un elemento imprescindibile di un buon gelato che non ne intacca l’artigianalità.