Gelato artigianale: i numeri del 2009

Gelato artigianale: i numeri del 2009

Gelato artigianale: i numeri del 2009

La stagione estiva si sta per concludere: come sono andate le vendite di gelato artigianale quest’anno?
Nonostante il Paese stia attraversando una crisi economica globale, il mercato del gelato artigianale non sembra averne subito conseguenze, anzi, alcuni dati sollevano ottimismo rispetto ai consumi e all’apertura di nuove gelaterie.

Iniziamo con un dato diffuso da Coldiretti relativo alle esportazioni di gelato artigianale italiano all’estero. In attesa di conoscere i numeri della seconda parte dell’anno, sappiamo che nel primo trimestre del 2009 l’esportazione di gelato artigianale è aumentata del 40%. Un fenomeno importante per l’intera filiera, per il lustro del “Made in Italy” e per il sistema paese, a maggior ragione se consideriamo che in tutto il 2008 le vendite di gelato artigianale sono state pari a quasi 200 milioni di euro.

Per quanto riguarda l’apertura di nuove attività ci viene in aiuto un’indagine elaborata da Confartigianato su dati ISTAT e Infocamere: la zona più calda del gelato artigianale è la Lombardia con 6.093 laboratori, seguita dal Veneto (3.512 imprese), Emilia-Romagna (3.273 imprese) e Lazio (3.136 imprese). Se la media su tutto il territorio nazionale registra una crescita di aperture di gelaterie negli ultimi 5 anni pari al 10,9%, il maggior tasso di crescita si registra al Centro con un + 12,9%. “L’aumento del numero di gelaterie artigiane – sottolinea il Presidente dei Gelatieri di Confartigianato Loris Molin Pradel – conferma che gli italiani continuano a preferire la qualità e la genuinità del nostro prodotto”. I consumatori più “ghiotti” sono quelli del Nord a cui si deve il 52,9% della spesa. Un altro dato interessante per gli artigiani gelatieri è quello relativo alla tipologia di consumatori: i giovani single, seguiti dalle coppie senza figli, sono il gruppo di persone che spende di più in gelato.
I prezzi non hanno subito un’impennata come altri generi, grazie anche all’accordo sul blocco del prezzo del gelato siglato da numerose organizzazioni del settore, limitandosi a un incremento dell’1,4% a maggio 2009 (1 punto percentuale in meno rispetto agli altri prodotti del food), quasi un’inversione di tendenza rispetto al +4,5% registrato a novembre 2008.
Un’altra tendenza di questa stagione è stato l’aumento di proposte di gusti elaborati con prodotti di stagione, locali e a “kilometri 0”. Oggi il consumatore vuole un prodotto genuino, oltre che buono, cerca trasparenza e informazioni sulla produzione di gelato. È stato l’anno del gelato ai “profumi di mare”, al “gamberetto di Santa Margherita Ligure” e al “vino di Montecarlo”, solo per fare degli esempi.

Anche Cogel, il Comitato italiano dei gelatieri della Fipe-Confcommercio, ha condotto un’indagine su vendite di gelato e abitudini dei consumatori. È in crescita la richiesta di gelato alla crema in tutte le sue varianti, dalla nocciola al cioccolato, e sono ormai un ricordo del passato i colorati gusto “Puffo” e “Pokemon”. Durante il periodo estivo, in cui le vendite di gelato hanno registrato un aumento del 10%, molti consumatori hanno dichiarato di scegliere il gelato artigianale accompagnato da frutta fresca come pasto in pausa pranzo. Anche per questo motivo stanno nascendo le Ristogelaterie, locali nei quali gli chef propongono gelato artigianale come vera e propria pietanza. A conferma della ricerca di trasparenza e genuinità da parte del consumatore, l’indagine indica come il 35% degli intervistati cerchi informazioni sugli ingredienti, il 30% sulle calorie, il 20% è attento all’igiene del locale e il 10% al servizio. All’estero il gelato è visto come un emblema del “Made in Italy”, soprattutto dai tedeschi, dalle popolazioni scandinave e dagli olandesi.