Gelato artigianale e celiachia

È una intolleranza alimentare, che per fortuna non pregiudica la possibilità di gustarsi un buon gelato artigianale. Basta solo usare il buon senso e seguire le stesse regole valide per la scelta di ogni altro alimento.
Cos’è la celiachia?
La celiachia (secondo la definizione della Associazione Italiana Celiachia ) è un’intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica presente in avena, frumento, farro, kamut, orzo, segale, spelta e triticale.

L’incidenza di questa intolleranza in Italia è stimata in un soggetto ogni 100/150 persone. I celiaci potenzialmente sarebbero quindi 400 mila, ma ne sono stati diagnosticati intorno ai 75 mila. Leggiamo sul sito dell'AIC, l'Associazione Italiana Celiachia che in Italia c'è un incremento del 10% dei celiaci ogni anno (nascono 2.800 nuovi casi) ed aumentano anche i disturbi allergici legati all'alimentazione. Oggi il 40% dei bambini sono sensibili a certi cibi.

Per curare la celiachia, attualmente, occorre escludere dalla dieta alcuni degli alimenti più comuni, quali pane, pasta, biscotti e pizza, ma anche eliminare le più piccole tracce di farina da ogni piatto.

Il gelato non è un alimento a rischio
Si può tranquillamente fare questa affermazione, in quanto sono veramente pochissimi i gusti di gelato che contengono glutine. Ed è tra l’altro molto semplice riconoscerli perché si tratta di sapori come tiramisù, zuppa inglese, biscotto…, che corrispondono sostanzialmente a quegli stessi alimenti che i celiaci debbono scartare a priori.
Tutti gli altri gusti, da crema a nocciola, da pistacchio a fragola, da cioccolato a limone, caffè, pesca, e via dicendo, ne sono praticamente privi, perché il glutine, solitamente, non è presente negli addensanti in commercio.
Soprattutto, con le nuove normative che impongono i produttori di ingredienti composti di indicare sull’etichetta l’eventuale presenza di glutine, per un gelatiere è molto semplice poter fare delle scelte e decidere se offrire a tutta la sua clientela prodotti adatti a tutti.

Certo, i più scrupolosi e attenti verso la sensibilità dei consumatori possono richiedere alle aziende dalle quali si riforniscono un’autocertificazione che attesti che i prodotti utilizzati sono stati controllati dall’AIC ed esporla in negozio.
Ma il rischio è veramente bassissimo e sta in primo luogo al buon senso del cliente evitare il cono a favore della coppetta e scegliere tra un’infinità di gusti, escludendo quei pochi particolari che palesemente contengono glutine.